Un grande vino si crea prima di tutto nelle vigne.
È là dove i mille gesti quotidiani, realizzati con la cura più estrema, e ripetuti all’infinito nel corso degli anni, delle stagioni e dei giorni fanno dell’Agricola Marrone una realtà di altissimo livello nel panorama enologico.
INVERNO
I vigneti dell’Agricola Marrone sono lavorati tutto l’anno con due attrezzi speciali. Uno lavora il terreno sottofila e l’altro il filare, per de-compattare il terreno e incoraggiare un profondo radicamento delle viti.
In inverno, la vite entra nello stato dormiente; è durante questa fase di riposo che viene effettuata la potatura, fase fondamentale. La potatura viene effettuata da un professionista con molta esperienza, esaminando ogni piede, analizzando il suo vigore e giudicando il suo equilibrio. Secondo le sue osservazioni, sceglie uno dei rami dell’anno, portatore di gemme, e taglia gli altri rami, decidendo, in base al potenziale, il numero di gemme da conservare.
La protezione ambientale del vigneto non è una parola vuota: all’Agricola Marrone non vengono utilizzati diserbanti; adottiamo una viticoltura sostenibile che unisce il rispetto per l’ambiente e le cure per il vigneto.

PRIMAVERA
Dopo il suo riposo invernale, la vite entra nel periodo di crescita. Appaiono le gemme, e viene effettuata una prima spollonatura; un meticoloso intervento che mira a liberare i ceppi dai germogli inutili e sterili, che non competeranno più con i tralci portatori di frutto. Questa operazione verrà ripetuta altre tre volte, fino a luglio.
In primavera, il terreno viene nuovamente lavorato e arieggiato. Le lavorazioni sottofila, molto importanti all’Agricola Marrone, hanno lo scopo di limitare la crescita dell’erba in superficie e di costringere la vite a spingere le sue radici in profondità: la pianta è quindi meno esposta agli eccessi dovuti alle diverse condizioni atmosferiche.
Nell’anno 2019, a marzo e aprile, c’è stato il reimpianto di giovani vigne su terreni che avevano riposato nell’ultimo anno. Le vecchie viti erano state estirpate e la terra profondamente arata prima, per dare il tempo di rigenerarsi.
Al momento della fioritura, una prima cimatura limita la crescita verticale, per favorire l’aerazione della vite e la penetrazione della luce solare.

ESTATE
Finisce la fioritura, si formano i primi acini, si raggiunge l’allegagione e arriva il tempo, tra fine giugno e inizio luglio, della sfogliatura all’altezza dei grappoli, per permettere loro di approfittare dei raggi del sole e di prendere aria, rimanendo però sempre protetti dal sole diretto. All’inizio dell’estate ogni piede porta da 4 a 10 grappoli e, a fine luglio, il diradamento (la “vendemmia verde”) consente di conservare solo i grappoli migliori, quelli meglio esposti e meno soggetti a marciume, mentre gli altri vengono buttati via, per permettere una maggiore concentrazione in quelli selezionati.
A inizio agosto, nell’arco di qualche giorno, un sangue nuovo irriga ogni filare: è l’invaiatura, questa improvvisa alchimia che colora i grappoli e che conferisce loro tutte le sue proprietà. A questo stadio, Valentina Marrone e i consulenti raddoppiano la loro attenzione: invaiatura e arresto della crescita dei tralci devono essere simultanei. Se la pianta prosegue la crescita, lo farà a discapito della concentrazione nei frutti, che devono ancora essere nutriti fino alla vendemmia, per raggiungere il top della qualità e la massima concentrazione di zuccheri e tannini. L’ultimo diradamento serve per selezionare i grappoli perfetti da quelli che sono rimasti indietro nella maturazione e che abbasserebbero la qualità dell’uva vendemmiata.
Ad agosto, il picciolo delle foglie e dei grappoli si trasformano in legno, le venature delle foglie cambiano colore e si assiste all’agostamento. Le uve diventano fragili, si evita di passare troppo nei filari, dopo una aratura fatta in piena estate, le operazioni si fermano: l’erba ora può crescere e berrà l’acqua invece della vite, permettendo ai tannini di non essere disciolti nell’acqua.

AUTUNNO
La qualità dei vini dell’Agricola Marrone viene perseguita anche grazie a un elemento chiave: le uve vengono raccolte solo quando hanno raggiunto la perfetta maturità, che significa:
- a livello aromatico: se lo stato di un frutto può essere classificato in quattro fasi, da “verde” a “marcio”, solo lo stato “fresco” ci interessa.
- a livello tecnologico: essenziale poiché tocca la complessa equazione di equilibrio tra acidità e zuccheri. L’acidità conferisce freschezza ed equilibrio, contribuendo al potenziale di invecchiamento e la sua giovinezza, qualità rare e riservate ai grandi vini. Il grado alcolico, invece, non appare come un fattore decisivo: si può andare da 12,5 % a 14%, e mantenere ugualmente un buon equilibrio;
- a livello “fenolico”: riguarda la struttura del vino. Solo la qualità dei tannini è importante, non la quantità. La sfida è quella di ottenere tannini setosi, cremosi, ricchi di densità, che non generino né secchezza né robustezza.
Ogni giorno si analizzano anche i dati meteorologici e si monitorano, confrontandoli, diversi parametri: aroma, acidità, tannini. Tutto il lavoro svolto durante l’anno si gioca in questo momento: si raccoglierà solo quando si raggiungerà il livello ottimale di maturità.

VENDEMMIA
Finché l’uva non è pronta, finché non si raggiunge la maturità desiderata, l’attesa continua. In ogni caso, la logistica imposta dal raccolto non può prevalere su questa filosofia. L’inizio del raccolto può essere deciso all’improvviso, durante la notte … Solo la pioggia può rovinare la festa…
All’Agricola Marrone la vendemmia è esclusivamente manuale, la raccolta viene effettuata in base alla maturità, selezionando accuratamente le uve, e richiede in totale un paio di mesi non continuativi. Si può decidere di non raccogliere tutta la stessa vigna contemporaneamente, o di sospendere il raccolto per diversi giorni.
La disponibilità e la flessibilità dei raccoglitori sono tutte risorse importanti in questo sistema. Le uve vengono raccolte nelle ore più fresche in cassette da 18/20 kg, facendo attenzione a deporre i grappoli con cura in modo che non si schiaccino. Il trasporto dal filare viene fatto su slitte, per limitare il più possibile i sobbalzi e quindi il compattamento delle uve, che spesso accade con l’utilizzo di un rimorchio su ruota quando si incontrano le asperità del terreno.
Le uve vengono immediatamente trasferite in una cella di raffrescamento, in cui raggiungono in un paio di giorni 6°C di temperatura, per adeguarci ai cambiamenti climatici che ci hanno portati negli ultimi anni a vendemmiare con temperature al di sopra dei 25°C. In questo modo si può evitare un inizio di fermentazione nelle cassette, in una fase in cui non ci può essere alcun controllo. L’uva così fresca mantiene intatti i profumi e può essere lavorata con più calma, perseguendo una pigiatura rispettosa della qualità.
Una prima selezione è stata effettuata nella vigna, dai raccoglitori: abituati ai rigorosi criteri dell’Agricola Marrone, hanno già scartato le uve non perfette. Il secondo smistamento dei grappoli viene fatto su un nastro, a bassa velocità, da quattro persone incaricate di esaminare il contenuto delle casse scaricate una per una. Alla fine del nastro, una seconda cernita delle uve già diraspate, per conservare solo le uve perfette.
