
Settembre in vigna nelle Langhe: il rabél della vendemmia e le parole in dialetto
Quale parola, nel nostro dialetto piemontese, potrebbe essere più adatta per descrivere l’inizio di una vendemmia così anomala se non rabél? In Langa, rabél indica un grande trambusto, una concitazione piena di vita e di cose da fare. Ed è proprio questo il clima che si respira tra le colline di La Morra, con l’arrivo di settembre.
Per noi di Agricola Marrone, contadini e vignaioli da quattro generazioni, settembre rappresenta il vero e proprio Capodanno: un momento di attesa vigile, dove il lavoro di un intero anno si concentra nelle mani, nelle gerle e nei calici della nostra cantina.
Vendemmia 2026: la sfida del caldo e la qualità delle uve
L’estate 2026 ha messo alla prova i vigneti con temperature elevate fin dalla primavera e una forte scarsità idrica. La vite ha accelerato la maturazione e le rese saranno inevitabilmente più contenute, ma la qualità sanitaria dei primi grappoli raccolti è eccellente.
Se per i vitigni a bacca bianca come Moscato, Chardonnay, Favorita e Arneis la raccolta parte spedita per preservare fragranza e acidità, la grande attenzione resta focalizzata sul Nebbiolo da Barolo. Il Nebbiolo è infatti un vitigno delicato, difficile da coltivare: ha una maturazione lenta che si protrae fino a Novembre e spesso si vendemmia tra le nebbie autunnali. Negli ultimi anni, a seguito di estati sempre più calde e precipitazioni contenute, ci troviamo a dover:
- Prestare attenzione allo stato di maturazione (nelle annate calde, il rischio è che gli zuccheri avanzino più rapidamente della maturazione fenolica, quella che interessa bucce e vinaccioli).
- Ricercare un costante equilibrio (il Nebbiolo richiede pazienza per mantenere la struttura, l’acidità e la freschezza necessarie a dare vita a un grande Barolo DOCG).
- Valutare l’evoluzione del Surì (un tempo i vigneti venivano piantati esclusivamente sul surì, il versante collinare meglio esposto a sud, per cercare assicurare alle piante il maggior calore possibile; oggi la sfida agronomica consiste nel proteggere la pianta dall’eccesso di insolazione).

Piccolo glossario della vendemmia: le parole del dialetto piemontese
Nel dialetto piemontese ogni parola racconta la fatica e la poesia della vita contadina. Per farvi sentire parte di questa vendemmia 2026, abbiamo pensato di raccogliere alcuni dei termini del dialetto piemontese che più utilizziamo e che accompagnano le nostre giornate tra i filari:
- Rabél (o Comérsi): la bella confusione, il fermento e la concitazione che accompagnano i primi giorni di stacco dell’uva.
- Tamagnun: la caratteristica slitta o rimorchio agricolo impiegato per trasportare i recipienti carichi d’uva verso la cantina.
- Gorbe e Tualéte: le tradizionali ceste e vaschette di diversa misura utilizzate per raccogliere i grappoli intatti, evitando che gli acini si schiaccino e fermentino precocemente sotto il sole.
- Sbarùv: la paura improvvisa o lo spavento, come quello provato dai contadini di fronte alla minaccia di temporali estivi o grandinate prima del raccolto.
- Beté: persona ingenua o dall’aria sognante; è il sorriso candido che spunta sul viso del vignaiolo a fine giornata, nonostante la stanchezza.
- Frisson: un brivido profondo lungo la schiena, dettato dall’emozione di vedere l’uva sana finalmente al sicuro in cantina.

Il rito della Merenda Sinoira: l’ospitalità di Langa a tavola
Dopo una giornata trascorsa a vendemmiare, quando le gorbe sono piene e il sole comincia a scendere sulle colline del Barolo, arriva il momento più atteso della giornata: la merenda sinoira.
Nata nella tradizione contadina piemontese, la merenda sinoira è un pasto del tardo pomeriggio che si prolunga fino a sostituire la cena. Ci si siede attorno allo stesso tavolo tra familiari, amici e vendemmiatori, con le mani ancora colme del lavoro della terra, per condividere salumi della tradizione, formaggi tipici, piatti della memoria e un buon calice di vino.
È questa la stessa filosofia di accoglienza che portiamo ogni giorno sulla terrazza del nostro Ristorante ad Agricola Marrone a La Morra. Unire la passione per la viticoltura alla semplicità della buona tavola è il nostro modo di farvi sentire a casa, tra un piatto di tajarin fatti a mano e una vista mozzafiato sui filari.
Vivi settembre con Agricola Marrone a La Morra
Settembre nelle Langhe è un’esperienza sensoriale unica, fatta di profumi di mosto in fermentazione, colori dorati e storie antiche che continuano a vivere nei nostri gesti quotidiani.
Vi aspettiamo in cantina a La Morra per una degustazione guidata delle nostre selezioni o per un pranzo speciale con vista sulle colline Patrimonio UNESCO, dove il passato della tradizione contadina incontra la contemporaneità di un’accoglienza autentica.