
Aprile è un mese di transizione e rinascita: segna il risveglio della vite dopo il riposo invernale e l’inizio di una nuova stagione di crescita. Le fasi di germogliazione e fioritura si susseguono con vitalità, andando a determinare qualità e quantità del raccolto futuro. Quali sono i lavori che andremo a svolgere nel corso del mese tra i nostri filari?
Il mese di Aprile si apre con una pioggerella leggera e temperature molto più basse rispetto a quelle dello scorso mese: un abbassamento che ha comportato un inevitabile rallentamento della germogliazione delle viti dei nostri filari. Facendo di necessità virtù, abbiamo approfittato di questa “botta d’arresto” per movimentare il terreno – al fine di favorire il drenaggio e l’arieggiamento dello stesso – e rimuovere l’erba in eccesso, in quanto potenziale e facile veicolo per la risalita delle nottue verso le gemme più tenere. Un’ operazione che, ci teniamo a precisarlo, è stata condotta con il solo ausilio di mezzi meccanici.
Il progressivo sviluppo dei primi germogli ha inoltre smentito i nostri timori relativamente ai possibili danni conseguenti alla grandinata dal 6 luglio scorso, rivelando gemme sane e pronte a schiudersi. Non resta che confidare nell’assenza di gelate improvvise e nel mantenimento di una stabilità climatica, in grado di giovare a terreni e piante.
Nel corso del mese, tra una pioggia e l’altra, contiamo di procedere con una periodica movimentazione del terreno: una procedura volta ad apportare maggiore ossigenazione al suolo, ad evitare ristagni rischiosi, e che consente all’acqua di scendere in profondità fino a creare una piccola riserva idrica, fondamentale per i mesi a venire.
Aprile è inoltre il mese perfetto per mettere a dimora le barbatelle, le giovani piante: in caso di nuovo impianto, o di sostituzione di vecchi filari ormai morti, si procede infatti con la creazione di appositi fori nel terreno, all’interno dei quali si vanno a inserire le piccole viti. Un procedimento, questo, che deve necessariamente essere condotto manualmente, onde evitare danni futuri e consistenti man mano che la pianta procede con il suo naturale sviluppo. Nell’utilizzare la trivella per la creazione del foro, si finisce infatti con il creare una sorta di “vaso” di terra compatta, dal quale le radici delle barbatelle faranno fatica ad uscire, con conseguente limitazione dell’espansione delle stesse nel terreno circostante. Il rischio è che l’apparato radicale – stretto all’interno di questo foro di suolo ben compattato – inizi a rigirarsi su se stesso: ciò può comportare un rallentamento nella crescita della pianta, una conseguente sofferenza ripercossa nella quantità e qualità delle uve finali o – nei casi più gravi – la morte per asfissia della giovane pianta.
Benvenuto dunque ad Aprile, e bentornata Primavera: tempo di fioriture, germogli e nuove gemme! Qui ad Agricola Marrone i lavori continuano silenziosi e costanti, nel rispetto della natura e dei suoi ritmi…perchè quello del vignaiolo, si sa, è un lavoro meticoloso e paziente, fatto di piccole attenzioni e continua osservazione!