I giorni della merla: tra magia, tradizione e agricoltura

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Per chi ha scelto di fare della viticoltura il proprio mestiere, appoggiandosi a secoli di storia famigliare e tradizioni contadine, è spesso impossibile sottrarsi all’affascinante legame che unisce realtà, leggenda e magia. Quest’anno, oltre a raccontarvi ciò che accade tra i nostri filari, tenendovi informati sui nostri lavori e sull’andamento di clima e natura, esploreremo insieme – mese dopo mese – il ricco repertorio di credenze, tradizioni, miti e saggezze popolari che circondano il mondo agricolo. Perché il confine tra magia, realtà e credenze che ne derivano è davvero molto sottile…

Iniziamo dunque il nostro viaggio tra storia, agricoltura e folklore dal mese di gennaio: molti di voi avranno di certo sentito parlare dei “Giorni della Merla”, un affascinante capitolo della tradizione italiana, celebrati ogni anno tra il 29 e il 31 gennaio. Secondo la credenza popolare, questi tre giorni rappresentano i più freddi dell’inverno. Ma da dove nasce questa tradizione? E quali sono i legami con la cultura popolare e le condizioni meteorologiche?

“Giorni della Merla”: l’origine del nome

Il nome “Giorni della Merla” è legato a una leggenda che varia a seconda delle regioni italiane. Una delle versioni più note narra di una merla dal piumaggio bianco che, per sfuggire al gelo dei giorni più freddi dell’anno, trovò riparo in un camino. Dopo tre giorni, uscì tutta annerita dalla fuliggine, e da allora i merli hanno le piume nere. Stando a un’altra interpretazione, di natura più storica, il termine “merla” è da ricondursi a strumenti di trasporto fluviale utilizzati in passato sul fiume Po, impossibilitati a muoversi e procedere in quei freddi giorni a causa del ghiaccio in superficie.

Cosa Rappresentano i Giorni della Merla?

I Giorni della Merla hanno una forte valenza simbolica. Nella cultura contadina, rappresentavano un periodo cruciale per prevedere l’andamento climatico dei mesi successivi. Si dice che, se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà mite e precoce. Al contrario, se sono miti, la primavera potrebbe tardare.

Spostandoci dalla leggenda ai nostri filari, osserviamo come – da alcuni giorni ormai – le temperature siano scese sotto lo zero: una condizione ideale per preparare la pianta alla potatura, una delle procedure più importanti nell’approccio al vigneto. La potatura invernale può infatti essere eseguita dalla caduta delle foglie e in presenza di temperature inferiori allo zero (condizione che deve protrarsi per una decina di giorni possibilmente) fino alla ripresa vegetativa, in primavera. Nella scelta del timing perfetto, non rientrano solo ed esclusivamente valutazioni di tipo pratico-organizzativo, ma considerazioni di carattere fisiologico e sanitario.

I tagli di potatura sono infatti la principale “porta d’ingresso” per batteri e funghi, responsabili di numerosi malattie (tra i quali, giusto per citarne uno, il mal dell’esca): potare all’inizio dell’inverno lascia insomma una finestra temporale molto più ampia ai diversi patogeni per insediarsi nella pianta. Per tale motivo, preferiamo rimandare i lavori di potatura a ridosso della primavera, in modo da consentire alle nostre viti di isolare rapidamente le zone recise, impedendo a funghi e batteri di diffondersi.

Un po’ come accaduto alla merla, in questi giorni freddi le piante si “addormentano”: la linfa rallenta il suo circolo e l’attività vegetativa è momentaneamente sospesa. Rimandiamo valutazioni e interventi ai prossimi mesi, nell’attesa che il quadro generale e la storia di ogni vite ci siano più chiare.

Le piante recano infatti memoria della propria storia, si tratti di gelate, siccità, malattie o tempi prosperosi di generale benessere. Compito nostro quello di riflettere e ragionare sul passato (e sul futuro) di ognuna di esse, decidendo come intervenire e cosa chiedere per il raccolto dell’anno a venire. In linea di massima, è bene evitare di effettuare tagli grossi che indeboliscono la pianta, rendendola vulnerabile alle infezioni. Il segreto è tutto qui: valutare, ponderare e agire a monte, per avere filari sani, in grado di difendersi bene da soli.

Quale tradizione, mito o leggenda esploreremo nel mese di febbraio? Abbonati alla Newsletter di Agricola Marrone, seguici sui nostri canali social e sfoglia il nostro magazine online per non perderti tante info, curiosità e aggiornamenti dai nostri filari. Scendi in vigna con noi!