
Gennaio in vigna e la parola “Pichemej”: un nuovo inizio tra tradizione e identità
Con il nuovo anno è tempo di guardarsi indietro e, allo stesso tempo, ripartire con rinnovato entusiasmo. La vendemmia 2025 si è chiusa con grande soddisfazione: uve sane, perfettamente mature e un equilibrio che ha premiato il lavoro di un’intera stagione. Barolo, Barbaresco e Nebbiolo hanno saputo esprimere al meglio la loro eleganza, mentre i vini bianchi aromatici hanno regalato freschezza e nuove sfumature, come un racconto che non smette mai di sorprendere.
In vigna, gennaio è il mese della potatura: un gesto antico e sapiente, fatto di mani che conoscono la pianta e la seguono nel suo riposo invernale. Il vignaiolo osserva i tralci, sceglie con cura cosa lasciare e cosa togliere, preparando la vite al nuovo ciclo vegetativo. È un lavoro lento, a tratti silenzioso, ma ricco di significato.

“Pichemej”: la parola che racconta chi siamo
Ogni anno scegliamo un filo conduttore che accompagna il nostro racconto. Nel 2026, vogliamo dare voce alle parole in dialetto piemontese, quelle che rischiano di perdersi ma che contengono la nostra identità più vera. Cominciamo da “Pichemej”, che nel nostro dialetto significa più che meglio. È anche il nome di uno dei nostri Baroli più rappresentativi, nato dall’unione di due territori — La Morra e Castiglione Falletto — e dall’intuizione di nonno Carlo.
Il Barolo Pichemej non era solo “buono”: era il simbolo di una sfida, di un vino difficile ma autentico, destinato a raccontare la propria storia negli anni. Ogni volta che ne parliamo, ci strappa un sorriso e ci ricorda perché facciamo questo mestiere: per custodire la memoria, una vendemmia alla volta.

Un nuovo anno tra memoria e futuro, da Agricola Marrone
Anche nel 2026 continueremo a lavorare con la stessa passione e dedizione di sempre, valorizzando ogni singola bottiglia e ogni filare. Vi invitiamo a seguirci mese dopo mese, per scoprire nuove espressioni del dialetto langarolo, piccoli tesori linguistici che parlano di vita di campagna, di convivialità e di vino. E se volete respirare da vicino questa storia, venite a trovarci in cantina a La Morra: ogni degustazione diventa un viaggio tra parole, profumi e tradizioni che resistono al tempo.